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L'etica della reciprocità o regola d'oro [ regola aurea ] è un valore morale fondamentale che "si riferisce all'equilibrio in un sistema interattivo tale che ciascuna parte ha diritti e doveri; la norma secondaria della complementarità afferma che i diritti di ciascuno sono un dovere per l'altro". Essenzialmente si tratta di un codice etico in base al quale ciascuno ha diritto a un trattamento giusto e il dovere e la responsabilità di assicurare la giustizia agli altri. L'etica della reciprocità tra individui è il fondamento della dignità, della convivenza pacifica, della legittimità, della giustizia, del riconoscimento e del rispetto tra individui, delle religioni civili. La reciprocità è la base essenziale per il moderno concetto di diritti umani. La "reciprocità" sintetizza con viva autenticità in sé le parole "libertà" e "uguaglianza".

Le dottrine sulla libertà considerano l'etica della reciprocità tra individui un fondamento ovvio. Ogni ingiustizia avrebbe origine da qualche precisa violazione del Principio di Reciprocità tra individui. Secondo l'antropologia, l'etica della reciprocità è l'unica regola universalmente accettata, pur con notevoli varianti. La regola d'oro ha radici in molte culture diverse. Importanti filosofi e personaggi religiosi l'hanno formulata in modi diversi. Spesso si distingue fra la sua forma positiva ("Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te") e quella negativa ("Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te"), meno esigente e perciò detta anche "regola d'argento". Un elemento chiave della regola è che chi cerca di vivere in base ad essa dovrebbe trattare con rispetto tutte le persone e non solo i membri della propria comunità di appartenenza, come purtroppo è spesso avvenuto storicamente.